AFGHANISTAN, TALEBANI ALL’ATTACCO. PROSEGUE RITIRO USA

28 MAGGIO 2020 – Terminato il cessate-il-fuoco di tre giorni per la festa di Eid al-Fitr di fine Ramadan, i guerriglieri talebani sono tornati all’offensiva in diverse zone dell’Afghanistan. Almeno 33 morti il bilacio delle vittime nelle ultime 24 ore.

Ieri nella provincia occidentale di Farah, che ricade sotto il comando militare italiano, almeno 7 poliziotti sono morti e diversi altri sono rimasti feriti nel corso di un attacco a un posto di blocco nel villaggio di Rigi, alle porte del capoluogo Farah City.

Sempre ieri nella provincia meridionale di Zabul i talebani hanno attaccato e assediato un checkpoint delle forze di sicurezza afgane, che hanno chiesto supporto aereo per difendersi: 18 talebani sono rimasti uccisi nel successivo bombardamento.

La notte scorsa nella provincia orientale di Parwan è scoppiato un violento scontro a fuoco tra talebani e soldati dell’esercito afgano in pattuglia nel distretto di Siagerd: sul terreno sono rimasti 7 soldati e un guerrigliero.

Prosegue intanto a ritmi serrati il ritiro delle truppe americane – che Trump vorrebbe concludere entro le elezioni presidenziali di novembre – e anche il rilascio di centinaia di prigionieri talebani da parte del governo di Kabul, come previsto degli accordi di pace di Doha del 29 febbraio.

La guerra in Afghanistan iniziata nel 2001 ha provocato la morte di oltre 3.500 soldati NATO (l’Italia ha avuto 56 caduti e 650 feriti e mutilati) a cui vanno aggiunti almeno 4.000 caduti tra i contractors. Gli afghani morti in questi 18 anni di guerra sono almeno 170 mila (vittime dirette, a cui vanno aggiunti almeno 360 mila vittime indirette del conflitto): 70 mila talebani, 60 mila soldati afgani e 40mila civili (dato ufficiale ONU ampiamente sottostimato).

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