RD CONGO, CARNEFICINA SENZA FINE IN NORD KIVU E ITURI

26 MAGGIO 2020 – Decine di morti negli ultimi giorni nell’est della Repubblica Democratica del Congo, dove da mesi la popolazione civile è vittima di sanguinose rappresaglie condotte dai gruppi ribelli del Nord Kivu e dell’Ituri.

Queste regioni sono da mesi teatro di massicce offensive militari governative (sostenute dalla missione ONU MONUSCO) per riprendere il controllo del territorio e delle sue preziose risorse minerarie (oro, coltan, cobalto, rame, tungsteno, diamanti) che i ribelli contrabbandano in Uganda e che poi finiscono legalmente in Europa, America e Cina (per approfondire qui, qui, qui).

Domenica in Nord Kivu altri 25 civili sono stati massacrati in diversi attacchi compiuti dai ribelli islamici ugandesi delle ADF (Allied Democratic Forces), portando a 587 il numero dei civili uccisi in rappresaglia per l’offensiva governativa lasciata lo scorso novembre.

Sempre domenica nell’Intui 17 ribelli della milizia etnica Lendu CODECO (Cooperative For the Development of Congo) sono stati uccisi dall’esercito governativo, dopo che questi avevano ucciso nei giorni scorsi 20 civili nel corso di un attacco contro villaggi dell’etnia rivale Hema. Sale così a 309 il numero dei ribelli uccisi dall’inizio dell’offensiva militare iniziata a marzo. Almeno 350 i civili uccisi per rappresaglia dai guerriglieri.

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