Yemen, allarme umanitario per avanzata forze filo-saudite

 

Amnesty International ha lanciato un allarme per quanto sta accadendo, nel silenzio mediatico internazionale, sul nuovo fronte della guerra in Yemen.

La violenta avanzata militare delle forze sannite sostenute dalla Coalizione a guida saudita sulla costa occidentale del paese, controllata dalle forze sciite Houtui, sta causando una carneficina tra la popolazione civile e sta costringendo alla fuga decine di migliaia di persone, almeno 100 mila negli ultimi mesi.

Il timore è che le forze filo-saudite puntino alla città portuale di Hudayda, unico punto di accesso degli aiuti umanitari internazionali da cui dipende la sopravvivenza di milioni di persone ridotte allo stremo da anni di assedio, fame e da una recente epidemia di colera. La caduta di Hudayda e la chiusura del flusso di aiuti provocherebbe un genocidio.

Gli sfollati in fuga dalla costa, intervistati da Amnesty nei campi profughi di Aden, raccontano di terrificanti bombardamenti aerei (da parte saudita) e di artiglieria (da parte Houti) e di mine antiuomo che fanno strage di civili. Le loro testimonianze parlano di bombardamenti indiscriminati sui centri abitati, di macerie da cui emergono cadaveri di civili fatti a pezzi dalle esplosioni.

Evidenti violazioni del diritto umanitario internazionale, sostiene Amnesty, crimini di guerra commessi anche dall’aviazione Saudita e di cui il governo italiano è indirettamente complice in virtù delle forniture di migliaia bombe aeree prodotte dall’azienda RWM Italia Spa di Domusnovas.

In tre anni di guerra oltre 10 mila civili yemeniti sono morti sotto le bombe, e altri 2mila per l’epidemia di colera dovuta all’assedio delle forze filo-saudite nei confronti delle aree controllate dagli Houti. Almeno 3 milioni gli sfollati e 20 milioni le persone bisognose di assistenza umanitaria.

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