Gaza, dopo il massacro, parole agghiaccianti e silenzio

 

Sparare ad altezza uomo per uccidere manifestanti disarmati. In un giorno almeno 60 morti e 2.500 feriti. Tra loro il manifestante disabile Fai Abu Salah (nella foto). Un massacro. Che esponenti politici israeliani commentano con parole agghiaccianti.

Michal Mafyan, portavoce del governo israeliano, rispondendo alla domanda sul perché l’esercito abbia ucciso decine di manifestanti: “Beh, non possiamo mettere tutta quella gente in prigione”.

Gilad Erdan, ministro degli Affari Strategici: “Il numero dei morti non importa perché stiamo parlando di nazisti”.

Avi Dichter, presidente della commissione Difesa della Knesset: “L’esercito israeliano ha abbastanza pallottole per tutti”.

In occidente, dove la stampa continua a parlare di “scontri”, non una voce ufficiale si è levata per condannare la strage, come ha sottolineato il leader laburista britannico Jeremy Corbyn.
Solo il Sudafrica ha ritirato per protesta il proprio ambasciatore in Israele.

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