Proviamo a cantare fuori dal coro

 

Quasi vent’anni dopo la sua nascita WARNEWS torna online.

Da me fondato nel 2000 come primo sito italiano di informazione sulle guerre nel mondo (unico a parlare quotidianamente di Afganistan prima dell’11 settembre 2001), cresciuto negli anni successivi grazie al contributo di tanti collaboratori volontari (che ancora oggi ringrazio), andò offline per impossibilità di gestione. Il suo spirito, per così dire, sopravvisse in PECAEREPORTER, dove ho lavorato come inviato di guerra dal 2004 al 2012.

Oggi WARNEWS rinasce (per ora come blog personale, poi si vedrà…) con la stessa filosofia: fare informazione libera e indipendente sulle guerre nel mondo, parlando dei conflitti “dimenticati” dai media e raccontando in modo diverso quelli “mainstream”.

La differenza tra oggi e quindici/venti anni fa è che allora le guerre in corso nel mondo erano percepite come eventi lontani da noi: oggi sono molto più vicine non solo geograficamente e politicamente (pensiamo alla Libia al di là del canale di Sicilia o all’Ucraina alle porte dell’Europa) ma anche militarmente (i nostri soldati in Afganistan, Iraq, Libia) e socialmente (allarmi terrorismo e ondate di profughi). Ma soprattutto, le guerre di oggi sono i frammenti caleidoscopici di un unico pericolosissimo confronto globale tra USA/NATO e Russia/Cina, una nuova guerra fredda che è sempre meno tale e sempre più confronto diretto (Siria, Ucraina, Mar della Cina).

Una guerra che, secondo la dottrina militare contemporanea, si combatte anche nella “quinta dimensione”: non solo per terra, per mare, in aria e nello spazio, ma anche e soprattutto nell’informazione. “Information Warfare” o “PsyOps” (operazioni psicologiche) sono dirette anche contro di noi. Le più pericolose “fake news” non sono le bufale che fioriscono nell’anarchia della rete, ma quelle quotidianamente diffuse come “unica verità” dalle grandi agenzie di comunicazione globali e acriticamente rilanciate da prestigiosi giornali telegiornali.

Priviamo a cantare fuori dal coro.
Buona lettura.

Enrico Piovesana

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