Siria, le bombe USA fanno strage di civili

 

In Siria non sono solo le armi chimiche di Assad a far strage di civili e bambini. Anche le bombe convenzionali americane stanno mietendo decine di vittime innocenti ogni giorno. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr) — tutt’altro che critico nei confronti della Coalizione — i bombardamenti aerei condotti nell’ultimo mese dagli americani nei dintorni di Raqqa, la ‘capitale’ del Califfato, sono costati la vita ad ameno 220 civili, tra cui almeno 36 bambini. Le ultime vittime accertate risalgono a sabato.

Prima le bombe Usa hanno colpito nella zona di Shuaib al-Zeker una barca che traghettava sul fiume Eufrate quaranta civili in fuga dalla città: sono stati recuperati i cadaveri di sei bambini e di una donna, tutti gli altri sono dispersi. Poche ore dopo un altro raid ha distrutto un Internet Cafè nel villaggio di Hunaida: 15 civili uccisi, tra cui quattro bambini.

Il 31 marzo un attacco aero aveva colpito una scuola nel villaggio di Mansoura dov’erano ricoverate cinquanta famiglie di sfollati: 33 i cadaveri recuperati dalle macerie, dispersi gli altri. Ma è nella strategica zona di Tabqa, una cinquantina di chilometri a ovest di Raqqa, dove nelle ultime settimane si sono concentrati i bombardamenti e, inevitabilmente, i ‘danni collaterali’: almeno 115 i civili uccisi in decine di raid aerei solo tra il 20 il 22 marzo.

Le bombe americane hanno colpito e gravemente danneggiato anche la vicina diga sull’Eufrate, che ora rischia di crollare con conseguenze catastrofiche. Per gli americani la conquista di Tabqa, avvenuta a fine marzo, era fondamentale per prendere il controllo della grande base aera fuori città, dove sono già iniziati i lavori per farne la principale base Usa in Siria, in grado di rimpiazzare la base di Incirlik in Turchia.

Nel mese di marzo, il Sohr ha riportato notizie di civili uccisi in raid americani sulla zona di Raqqa dai villaggi di Shabhar, Safsafa, Ahwas, Matab Bwarshid, Kesrat, Karama, Hamrsa Balasim, Jadida Khabor, Jadida easter e Rahbat. Villaggi controllati dall’Isis e che da inizio marzo gli Stati Uniti bombardano non solo dal cielo, con cacciabombardieri F-18 ed elicotteri Apache, ma anche da terra con cannoni a lunga gittata M777 da 155mm operati dai seicento Marines che da un mese, insieme a un centinaio di forze speciali del 75° reggimento Rangers, partecipano alla battaglia di Raqqa a fianco dei curdo-siriani dell’Ypg e delle altre milizie che compongono le Forze siriane democratiche (Sdf).

Le notizie fornite dal Sohr sulle stragi Usa di civili uccisi a Raqqa trovano conferma in quelle riportate da altre organizzazioni siriane come la Rete siriana per i diritti umani, il Centro di documentazione sulle violazioni in Siria, Ross (acronimo di Raqqa is Being Slaughtered Silently) e Sound and Picture. Le informazioni del Sohr sono ritenute molto attendibili e vengono regolarmente riportate da tutti i più grandi media occidentali, soprattutto quando riguardano crimini commessi da Assad e dai suoi alleati. In questo caso, invece, tutto sta passando sotto silenzio.

“La Colazione continua a colpire i civili siriani — denuncia il Sohr — nonostante i ripetuti appelli a fermate questi bombardamenti, che invece si sono intensificati causando distruzione e fuga di civili. La presenza di combattenti dell’Isis o di altri gruppi jihadisti non costituisce una giustificazione ad azioni che colpiscono obiettivi civili. Queste azioni devono cessare perché i cittadini siriani, dopo milioni di morti, feriti e rifugiati, non hanno bisogno di altra morte”.

Pubblicato sul Fatto Quotidiano dell’11 aprile 2017

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